Il bello di un raffreddore

raffreddoreL’inverno è la stagione che crea i maggiori dissensi. Alcuni lo odiano proprio e si perdono in languide nostalgie dei ricordi dell’estate (ammetto di averlo fatto). Altri invece lo preferiscono a qualunque altra stagione ed elencano la bellezza del camino acceso, la bontà delle tisane e delle cioccolate calde, la goduria del passare serate a vedere film avvolti in una coperta o magari abbracciati alla nostra metà. Va bene, non si può dire che non siano bei momenti, ma su una cosa siamo tutti d’accordo: quello che dell’inverno odiamo tutti sono raffreddori e influenze. Su questo non possiamo trovare oppositori, nessuno ama la sensazione del dolore muscolare, il naso rosso e irritato, la gola in fiamme e le ore di sonno perdute. Benissimo, eccomi allora nell’arduo compito di trovare aspetti positivi dello stato di malattia influenzale. Non credete ce ne siano? Allora provate a leggere di seguito.

Che sia stato un amico ammalato o invece il troppo freddo dell’esterno, il raffreddore è in ogni caso una richiesta di attenzioni da parte del nostro corpo, forse lo abbiamo messo un po’ in secondo piano e col primo starnuto grida il suo rimprovero. Dedicarci totalmente a lui per qualche giorno, se prima era impossibile per via del lavoro e degli impegni sociali, adesso diventa una necessità e il tempo “perso” per lui non ci farà più sentire in colpa, né ci esporrà alle lamentele altrui. Finalmente avremo dei giorni da dedicare solo a noi stessi, alla parte più terrena di noi: il corpo, appunto.
Non è forse bella l’idea di poter stare a letto, al caldo delle coperte, senza una sveglia che ci disturbi? Vedere la luce filtrare dalla finestra e potersi girare dall’altra parte? Ecco il primo aspetto positivo del raffreddore. Quando siamo ammalati non abbiamo scadenze, l’orologio è un optional e la sensazione di non avere limiti e tempi fissi riduce ansia e stress, nemici che ci accompagnano spesso.

Se siamo raffreddati il nostro aspetto peggiora visibilmente, questo è vero, ma guardiamo al lato utile della cosa: lo star male è evidente agli occhi di tutti e questo spingerà i familiari e gli amici a prendersi cura di noi. Qualcun altro farà la spesa, pagherà le bollette, farà i compiti, cucinerà per noi e, in aggiunta a tutto questo, ogni nostro desiderio sarà più facilmente realizzato: vuoi una tisana, una cioccolata calda, un’altra coperta, un film alla tv? Basta chiedere.

Un’altra cosa che personalmente adoro dello stato influenzale è lo sciroppo. Si tratta di un ricordo che mi trascino fin dall’infanzia, quando per la prima volta mi diedero un bel cucchiaio colpo di sciroppo per la tosse o per la febbre e rimasi estasiata da quanto un medicinale potesse avere un buon sapore! Sarà che quando si ha il raffreddore tutti i sapori risultano alterati e l’unico a sembrare squisito sia proprio quello dello sciroppo. Io comunque lo annovero tra le cose positive.

Da non sottovalutare è poi la libertà di stare da soli o al massimo con i propri cari, niente chiacchiere che non vogliamo sentire, niente visite di cortesia, nessun obbligo morale, basterà scrivere poche righe in un messaggio: sto male, ho l’influenza. Si preme invio e si spiana la strada alla totale libertà, al poter restare in pigiama, girare per casa con una lunga coperta sulle spalle, piazzarci sul divano davanti alla tv con una tazza calda tra le mani, addormentandoci lì a metà di un film. Nessuno ci dirà che così non si fa.

Ultima cosa ma non meno importante: cosa starà facendo nel frattempo il nostro organismo?
Mentre noi ci rilassiamo e coccoliamo, lui sarà nel pieno di una lotta ardua e coraggiosa. Sapevate che starnuti, mal di gola e tutti gli altri sintomi non sono generati dai virus ma dalla reazione stessa del nostro organismo? Quando stiamo così male è solo perché il corpo sta reagendo con forza contro i virus e sta creando man mano una armata immunitaria che ci salverà anche nelle settimane a venire. Il minimo che possiamo fare è concedergli il tempo per conquistare una vittoria coi fiocchi.

Allora godiamoci il nostro raffreddore, lasciamo che gli altri ci coccolino e si prendano cura di noi, con la promessa, però, di fare lo stesso quando sarà il loro turno.

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