Meditare con un caffè

Caffè relaxPrendere il caffè è un gesto che compiamo tutti giorni, anche più volte. È l’elisir del risveglio, la conclusione ideale del pranzo, l’espediente per fare una pausa. Avete mai però pensato che il caffè, oltre a darci la carica e il tempo di un intervallo, potrebbe essere un mezzo di relax e buonumore? Proprio così. Nelle nostre giornate compiamo tanti gesti quotidiani, li ripetiamo senza sapere che, cogliendo l’occasione, possono trasformarsi in momenti di meditazione.

Prendiamo proprio l’esempio del caffè, della nostra amatissima tradizione, tutta italiana, della moka. Niente macchinette dal servizio efficace e fin troppo veloce. (Se vuoi sapere come preparare un caffè coi fiocchi, clicca qui).

Pensiamo al caffè del dopo pranzo, quando il torpore della digestione rallenta i movimenti e intorpidisce la mente. Scegliamo quel momento per dedicare qualche minuto a noi stessi, rallentare i ritmi e compiere ogni gesto con attenzione e consapevolezza.

Preparare il caffè in moka è come un’alchimia, bisogna dosare gli ingredienti, mettere in funzione una macchina, per quanto semplice. Segui le fasi di questo momento uno ad uno e trasformale in meditazione:

  • Prendi la moka e smontala lentamente, fai ruotare il pezzo superiore con delicatezza e senti il freddo del metallo, nota come si attacca alle mani. Ascolta il rumore della moka smontata quando la apri e la poggi sul piano, il fischio dello svitamento, il suono sordo sul tavolo.
  • Scegli una buona acqua in bottiglia, non prendere quella del rubinetto. Aprila e riempi la base della moka con lentezza, fino a raggiungere il livello desiderato con precisione, centellinando le ultime gocce. La perfezione dei gesti, come sapevano bene gli antichi giapponesi, ha un valore mentale curativo.
  • Prendi un cucchiaino e anche questa volta presta attenzione al rumore del cassetto, delle posate che tintinnano tra loro. Accompagna ogni gesto col tuo respiro, ascoltalo, rilassalo.
  • Apri il barattolo o la busta del caffè, avvicinati per sentire il suo aroma intenso, fallo salire su per le narici, scuoti il contenitore per osservare la morbidezza della polvere bruna.
  • Affonda il cucchiaino nella miscela e prendi piccole quantità alla volta, con attenzione, senza farne cadere. Riempi con cura la moka, fai una montagnetta soffice e ricordati di non schiacciare mai la polvere con il cucchiaino. Come ti dicevo, è una piccola alchimia, fatta di gesti precisi e dosaggi perfetti.
  • A questo punto chiudi bene la moka, mettici un po’ di energia, senti lo sforzo delle dita e dei palmi. Poggiala sul fornello più piccolo e accendi il fuoco a un livello abbastanza basso.
  • Nel frattempo scegli una tazzina di tuo gusto, una alla quale tieni, il regalo di un amico o una dalla forma e dai colori che ti piacciono particolarmente. Mentre la tieni in mano fai caso al suo peso, alla superficie, al rumore che fa quando la poggi sul piano.
  • Prendi lo zucchero (meglio se di canna) e permettiti di giocare un po’ coi suoi granelli, osservane la brillantezza, il rumore che fa quando lo mescoli col cucchiaino. Se vuoi, assaggiane un poco. Poi scegli la quantità che vuoi e mettilo nella tazzina.
  • Quando il caffè salirà nella moka, osserva il fumo che esce, le volute che fa, il calore che emana. Attiva il tuo olfatto e goditi per qualche secondo il profumo corposo.
  • A questo punto non ti resta che versare il caffè nella tazzina, mescolare lentamente col cucchiaino e ancora accogliere tutti gli stimoli ai tuoi sensi: il rumore tintinnante del mescolio, il calore della tazzina, il profumo del caffè, il colore intenso.
  • È arrivato il momento. Mettiti seduto, tranquillo, lascia che la tazzina ti scaldi le mani, soffia un po’ sulla superficie, fai disperdere il fumo e, finalmente, inizia a sorseggiare. Gustati questo momento, mettici lentezza, sorridi a te stesso per la cura che ti sei dedicato.

 

Ecco fatto, abbiamo trasformato un gesto quotidiano in un vero e proprio momento di meditazione, escludendo le distrazioni e concentrandoci su ogni nostro gesto, sulle sensazioni. Abbiamo recuperato il contatto con noi stessi, il corpo, la mente, il respiro, senza bisogno di ritirarci in un eremo, perché il benessere parte dalla consapevolezza.

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