Il male e il bene sono una scelta

bene e maleÈ un dato di fatto che ogni giorno cattive notizie ci arrivano da più parti, tramite la tv, la radio, i social network. Non si sa perché, le news negative hanno una presa maggiore rispetto alle positive, destano interesse e voglia di approfondire. È una realtà che intristisce e un po’ spaventa, fa interrogare sul perché si è attratti dal male, ma soprattutto su dove abbia origine la violenza.
Molti rispondono che la violenza è il frutto di una società altrettanto cattiva, diseducata dalla tivù, dalla morte dell’etica e dall’intolleranza. Forse questi sono invece solo strumenti, che fanno da supporto alla cattiveria, ma non ne sono la causa prima.
Allora da dove viene il male? Persino i bambini piccoli, non ancora corrotti dalla società, usano violenza tra loro per rubarsi un giocattolo, alternano il pianto ai calci e ai pizzicotti, schiacciano le formiche con le dita.
Un germe di violenza è dentro l’uomo fin dalla nascita, qualcosa di piccolo che può essere nutrito e ingrassato.
Mi sono immaginata la nostra coscienza divisa in due campi, uno profondamente oscuro e l’altro di un bianco splendente: il male e il bene. Se la cattiveria e la bontà sono delle realtà proprie del nostro essere uomini, sta allora solo a noi fare la scelta, decidere in quale campo camminare.
Non dobbiamo credere di poter fare poco, dar spazio al bene è una scelta che occupa ogni singolo passo, ogni piccola azione. Se non riusciamo a essere giusti nelle cose semplici, come potremo esserlo nelle grandi? La scelta è un esercizio, dobbiamo praticarlo giornalmente, ricordarci quello che vogliamo nutrire del mondo. Avere cura è il primo passo e quello che porta più lontano. Cura, prima di tutto, di noi stessi, del nostro corpo, delle nostre aspirazioni. Cura degli altri, partendo dalla famiglia, dagli amici. Cura degli spazi che occupiamo, del verde che abbiamo attorno. Cura di ogni piccola e grande cosa con la quale ci confrontiamo.

Quello che ho fatto oggi, per ricordare a me stessa che voglio camminare nel campo bianco della coscienza, è stato prendermi cura di un piccolo essere vivente.

Quasi un anno fa, mi fu regalata una stella di natale, pochi rami fioriti in un vasetto. Mi dissero che sarebbe morta in poche settimane, come succede di solito a queste piante. Dopo undici mesi di sorrisi a lei dedicati, di un poco d’acqua, luce e rispetto, oggi lei è ancora verde e rigogliosa. Questa mattina ho deciso di ringraziarla per la sua forza e bellezza regalandole un vaso più grande e terra fresca. Mi sono sporcata le mani, ho annerito le unghie, ho tolto la pianta dal vecchio vaso con gesti il più delicati possibile, l’ho sistemata con cura nel nuovo spazio, compattando la terra, e infine le ho dato da bere della buona acqua.
È un gesto piccolo ma è un atto di cura e ogni azione ad essa dedicato non ha bisogno di essere quantizzato, è un promemoria del fare il bene, del fare con il cuore.

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