Tutto è da scoprire, tutto è possibile

stradaMolte volte, tra lo scorrere di un giorno e l’altro,capitano piccoli eventi che ci segnano in maniera diversa e acquistano un significato inaspettato. A volte si tratta di qualcosa che succede a noi, altre di un aneddoto che ci viene raccontato oppure di fatti ai quali assistiamo soltanto. Momenti come questo puntellano la quotidianità e ci trasmettono qualcosa di nuovo su noi stessi o sul mondo.Non importa che siano lezioni fondamentali sulla vita o grandi verità svelate, spesso ciò che ci serve è solo un po’ di chiarezza, un nuovo spunto di riflessione, un punto luce per i giorni successivi.

A me è capitato qualcosa del genere poco tempo fa. Mi trovavo in una cittadina del Nord Italia, avevo preso un b&b e non conoscevo che poche vie del centro. Era mattina ed ero da sola, all’ombra faceva molto freddo ma in cielo c’era un bel sole che riusciva a scaldare e sciogliere il gelo, così mi misi a camminare per una via molto carina e caratteristica, totalmente immersa nella luce. Ecco, camminare da soli per una strada nuova,cercando il calore del sole, entrare in un locale di classe per comprare un cornetto alla crema e mangiarlo per strada, godendosi l’atmosfera, il chiacchiericcio simpatico delle persone, guardare le vetrine: questo è un buon modo per dedicarsi cura. In quello stato di serena allegria, persino il cornetto sembrava più buono di qualsiasi altro, assaporavo ogni singolo morso, ponevo attenzione al sapore, alla consistenza, senza distrarmi coi pensieri delle cose da fare e degli impegni da rispettare. Anche una vespa si era avvicinata, attratta dallo zucchero a velo della mia colazione, e mi sembrava una cosa buffa, sulla quale sorridere.
Stando in una città non mia, sembrava più facile assaporare i piccoli momenti, perché il nuovo stimola la curiosità, fa sentire vivi, attenti e ci proietta più in noi stessi, visto che non ci sono altri a cui badare, routine da rispettare. Anche la percezione del nostro corpo cambia, gli si presta più orecchio e nasce una inaspettata sensazione di sicurezza. Questo sembra un controsenso: come ci si può sentire più sicuri in mezzo all’incertezza di un posto sconosciuto? Forse perché si è spettatori, tutto è da scoprire, tutto è possibile, si affievolisce la percezione dei limiti.

Momenti come questo sono punti luce nel correre delle nostre ore, una ricarica solare per attivare la consapevolezza di noi stessi e di tutto quello che abbiamo attorno. Ecco perché qualcuno diceva “Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi”. Accogliere la novità, cambiare strada, accettare il rischio sono salti in un buio che può rivelarsi invece luce accecante.

Riporto di seguito l’intera, splendida poesia, prima citata, di Martha Medeiros (non cadete nell’errore dei molti che la attribuiscono a Pablo Neruda).

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.

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